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La ricettività delle Cinque Terre, una risorsa del territorio

La ricettività delle Cinque Terre, una risorsa del  territorio

Il fenomeno Cinque Terre presenta varie sfaccettature e possibilità di lettura, l’attenzione può concentrarsi sulle questioni ambientali, oppure su quelle agricole, economiche o di marketing, storiche, di mercato o di costume, sul ruolo degli enti pubblici, sulla loro evoluzione e su questioni antropologiche, perfino gli assetti idrogeologici sono, giustamente, all’ordine del giorno.

All’interno di questi molti aspetti emerge l’originalità il sistema ricettivo che si è formato e consolidato su un rilevante numero di piccole strutture ricettive extralberghiere e su pochi alberghi di limitate capacità ricettive (nei comuni di Riomaggiore e Vernazza), oppure su un relativo maggior numero di alberghi (Monterosso).
Non sono presenti megastrutture ricettive che egemonizzano il mercato, con costruzioni di forte impatto sull’ambiente, ma piuttosto una ricettività di ridotte dimensioni con limitati volumi edilizi; è una ricettività generalmente diffusa nei centri urbani che il territorio riesce a sostenere senza particolari difficoltà, traendone indubbio vantaggio.

Tale conformazione della ricettività alberghiera ed extralberghiera produce anche una ridistribuzione del reddito sulle collettività dei vari paesi, interessando un rilevante numero di soggetti, generalmente in prima persona o con il contesto famigliare, che divengono tendenzialmente coinvolti e partecipi, trasformati in imprenditori turistici consapevoli del loro ruolo e della loro vitale interconnessione con il territorio.

La continua evoluzione delle aspettative della clientela, il contatto con nuove nazionalità (ad esempio, recentemente, i nuovi flussi dall’Asia), la necessità di confrontarsi, più di altre categorie del comparto turistico, con tecnologie in continua e veloce evoluzione, la fortissima competitività del settore turistico in genere, il rapporto con la burocrazia, sono le sfide giornaliere e mutevoli questa la categoria deve affrontare e superare.

Nel nostro Consorzio cerchiamo di sviluppare questi aspetti in una visione comune di diretta personale partecipazione del titolare dell’attività (e spesso della cerchia famigliare), all’intero percorso prenotazione-gestione-ospitalità-soddisfazione del cliente, curando la qualità, migliorando l’offerta, istituendo metodi di valutazione, proponendo direttamente al turista il contributo di contatto umano che solo chi è autentico partecipe protagonista dei luoghi può offrire all’ospite in modo originale ed emozionale.

La capillare distribuzione delle strutture ricettive nei paesi, che interessa ugualmente le zone più o meno ambite degli abitati, ha un effetto benefico su tutte le comunità, apporta diffusi investimenti sul patrimonio edilizio privato, sollecita il mantenimento delle infrastrutture pubbliche, garantisce ed alimenta la richiesta di servizi, e costituisce un presidio di persone presenti negli abitati, contrastando, in qualche modo, l’abbandono dei paesi, che è uno degli elementi più importanti da cui partire per la difficile salvaguardia del territorio.
Questa presenza può essere un nucleo da cui partire per la nascita di un innovativo percorso virtuoso che stimoli nuovi interessi turistici sulle attività agricole, portando su questo settore vitale per il mantenimento del territorio, nuovo reddito e nuovo interesse.

In sintesi questa economia di microimprese (e l’indotto che genera) si riverbera indirettamente anche sulle parti di popolazione che non traggono dal turismo tutto o parte del loro reddito, migliorando indirettamente anche per queste persone la qualità della vita.
Un territorio antropizzato che si presenta vivo, interessante e di valore per il turista ed il visitatore occasionale, lo è indubbiamente anche per il residente, e viceversa.

La tipologia di offerta ricettiva sopra descritta è fuori dagli usuali schemi, variegata e particolare, per questo è apprezzata dalla clientela straniera e, per ora, anche se con crescenti difficoltà, vincente sul mercato; la sua forza è che viene percepita dall’ospite come originale ed unica, proprio per la sua totale organicità con il territorio.

Analizzando ed elaborando le statistiche che la Provincia di La Spezia pubblica annualmente sul proprio sito internet nella sezione Turismo, si arriva facilmente alla tabella sotto indicata (relativa ai dati disponibili al 2012) relativamente ai tre comuni delle Cinque Terre e nelle località vicine di maggiore rilevanza turistica.

Per una possibilità ricettiva di 100 posti letto occorrono:
– nel comune di Vernazza 22 strutture ricettive
– nel comune di Riomaggiore 21 strutture ricettive
– nel comune di Monterosso 5 strutture ricettive
– nel comune di La Spezia 6 strutture ricettive
– nel comune di Lerici 3 strutture ricettive
– nel comune di Levanto 3 strutture ricettive
– nel comune di Portovenre 5 strutture ricettive

TABELLA  RICETTIVITA'  2012

In altri termini, ad esempio, il tessuto ricettivo di Riomaggiore (o di Vernazza) è circa 4 volte più distribuito sul territorio di quello di La Spezia, Monterosso e Portovenere, 7 volte quello di Lerici, e di Levanto.

Considerando i comuni delle Cinque Terre, si notano numeri praticamente uguali di Vernazza e Riomaggiore, mentre a Monterosso si osservano valori inferiori di distribuzione media sul territorio.

All’interno del perimetro dell’ambito comprensoriale, quello geograficamente delimitato dai tre comuni delle Cinque Terre, le strutture ricettive riescono ad integrarsi reciprocamente, offrendo un prodotto sostanzialmente omogeneo nel quadro ben riconosciuto dell’identità territoriale, che trae vantaggio e forza dalla capacità di ogni protagonista di diversificare e migliorare continuamente l’offerta, soddisfacendo positivamente le diverse aspettative.

Ai tre comuni, Riomaggiore, Vernazza e Monterosso, per la propria competenza alla regione Liguria ed alla Provincia, al Sistema Turistico Locale srl, e infine, ma non ultimo, al Parco Nazionale delle Cinque Terre il compito e la responsabilità, se lo vorranno, di operare e di impegnarsi per sviluppare e consolidare, all’interno del contesto generale, questa originale realtà nei suoi risvolti di presenza sul territorio e di livelli occupazionali, i posti di lavoro, così importanti in questi tempi di vacche magre.

 

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